runner con dolore anteriore al ginocchio

Dolore sotto la rotula e corsa: il recupero di un runner con dolore anteriore al ginocchio

Quando un runner arriva in studio per un dolore sotto la rotula, la questione non è soltanto sapere se è una tendinite rotulea. Mi interessa soprattutto capire perché quel ginocchio non riesce più a sostenere le richieste della corsa e cosa serve per riportarlo gradualmente a farlo.

Il dolore emerge spesso proprio quando si prova a tornare a correre. Ridurre gli allenamenti può farlo diminuire temporaneamente, ma se il ginocchio non ha recuperato la capacità di gestire nuovamente il carico della corsa, il sintomo può ripresentarsi non appena aumentano le richieste sull’arto.

È quello che è successo a Marco, un runner di 38 anni che si è rivolto a me dopo la comparsa di dolore nella parte anteriore del ginocchio, iniziato in seguito a un aumento del chilometraggio. Aveva già ridotto la corsa per circa tre mesi, con un miglioramento temporaneo; il dolore però ricompariva ogni volta che provava a riprendere gli allenamenti abituali.

È da qui che è iniziata la valutazione: non limitarsi al punto in cui Marco sentiva dolore, ma capire quali richieste provocavano i sintomi, quali capacità dovevano essere recuperate e come costruire una progressione che lo riportasse gradualmente alla corsa.

INDICE


Dolore sotto la rotula: è davvero sempre il tendine rotuleo?

Il dolore localizzato sotto la rotula può essere associato a una tendinopatia rotulea, ma la sua posizione, da sola, non è sufficiente per stabilire la causa.

Un dolore anteriore al ginocchio può infatti comparire in situazioni diverse e avere caratteristiche differenti a seconda del movimento, del livello di attività e delle richieste a cui viene sottoposto l’arto.

Per questo, quando un runner parla di dolore sotto la rotula, non parto automaticamente dall’idea di una tendinopatia del tendine rotuleo ma osservo quando compare il dolore: durante la corsa, dopo l’allenamento, sulle scale, durante gli esercizi o anche a riposo. 

Valuto poi come il ginocchio reagisce alle attività abituali e come l’intero arto inferiore contribuisce al movimento. Questo è importante anche per distinguere una situazione compatibile con un sovraccarico del tendine da altri problemi che possono provocare dolore nella stessa regione.

Se vuoi approfondire le possibili cause del dolore al ginocchio e capire quando è indicata una valutazione, puoi leggere anche il mio approfondimento: “Dolore al ginocchio: cause e quando intervenire con la fisioterapia”.

Il dolore che torna riprendendo a correre

Marco correva regolarmente e il dolore era comparso dopo un aumento del chilometraggio.

La prima strategia era stata ridurre l’attività. Per circa tre mesi aveva corso meno, ma il problema non era realmente risolto: quando provava a riprendere gli allenamenti, il dolore tendeva a ripresentarsi.

Questo mi ha portato a spostare l’attenzione dal semplice sintomo a ciò che succedeva quando il corpo doveva gestire nuovamente le richieste della corsa.

Durante la valutazione ho osservato una marcata debolezza dei muscoli glutei e una rotazione interna dell’anca durante la corsa. Il problema, quindi, non poteva essere affrontato guardando soltanto il punto in cui Marco sentiva dolore.

L’obiettivo intermedio è diventato migliorare la capacità dell’arto di gestire il gesto sportivo, prima di chiedergli nuovamente di sostenere i livelli di allenamento precedenti.

“La cosa che mi ha sorpreso è stata non lavorare solo sul dolore, ma imparare a tornare gradualmente agli allenamenti.” Marco B. (runner)

Dal riposo alla progressione dell’attività

La prima cosa che ho cambiato non è stata semplicemente “togliere” la corsa. 

Abbiamo lavorato sulla forza e sul controllo del movimento, cercando allo stesso tempo di individuare una quantità di attività compatibile con la situazione del momento.

Questo passaggio è fondamentale nella riabilitazione di un runner: l’obiettivo non è evitare indefinitamente ciò che provoca dolore, ma ricostruire gradualmente la possibilità di svolgere quell’attività senza riacutizzazioni che interrompano il percorso.

Fisioterapista valuta il movimento di un runner con dolore sotto la rotula

Cosa abbiamo cambiato nel recupero

Nel caso di Marco, il percorso è durato circa sei settimane e si è concentrato in primis sul rinforzo dei muscoli dell’anca, diretti responsabili della stabilità del ginocchio in un gesto complesso come quello della corsa, ma non solo. Il nostro lavoro si è focalizzato anche sul controllo del movimento e sul modo in cui il ginocchio gestiva le richieste della corsa.

Non si trattava semplicemente di trovare un esercizio per la tendinopatia rotulea e ripeterlo fino a quando il dolore fosse scomparso. Il lavoro attivo serviva a recuperare le capacità che in quel momento limitavano l’allenamento e a reintrodurre gradualmente la corsa. Abbiamo quindi lavorato sulla forza dei muscoli dell’anca e del quadricipite, sul controllo del movimento e sulla progressiva esposizione ai carichi dello sport. 

Anche la scelta di quando aumentare il carico era parte del trattamento, non seguivo infatti un calendario prestabilito. Mi interessava soprattutto come reagiva il ginocchio a ciò che introducevamo, non soltanto durante l’esercizio, ma anche nelle ore successive e nelle normali attività della giornata.

Se la risposta rimaneva compatibile con il livello di lavoro raggiunto, potevamo aumentare gradualmente le richieste. Se invece il dolore aumentava in modo significativo o iniziava a interferire con le attività successive, era un segnale che la progressione andava modificata.

In questo modo, la quantità di corsa non veniva stabilita a priori. Il carico veniva adattato alla risposta di Marco, con l’obiettivo di aumentare progressivamente la sua capacità di sostenere gli allenamenti.

Dalla riabilitazione al ritorno alla corsa

Un runner non deve semplicemente arrivare a non avere dolore; deve recuperare le capacità necessarie per gestire corsa, salti, cambi di direzione e volume di allenamento, quando queste richieste fanno parte del suo sport.

Nel caso di Marco, il percorso ha quindi incluso anche il lavoro sul movimento durante la corsa, insieme al rinforzo.

L’analisi della corsa può essere utile proprio in questa fase: non per cercare a tutti i costi una tecnica “perfetta”, ma per osservare come la persona gestisce il movimento e quali aspetti possono essere modificati in relazione al problema specifico.

Nel suo caso, la valutazione aveva evidenziato la rotazione interna dell’anca associata alla debolezza dei glutei. Intervenire su questi aspetti ha fatto parte del percorso e, dopo circa sei settimane di lavoro, Marco è riuscito a riprendere gli allenamenti senza dolore.

La fase successiva, per un atleta che vuole tornare ai propri livelli abituali, può richiedere una vera e propria riatletizzazione: non solo recuperare il movimento, ma riportare progressivamente il corpo alle richieste dello sport.

Dal caso di Marco, 3 cose da ricordare

  • Il dolore non indica necessariamente tutto ciò che va valutato.
    Il punto in cui senti dolore è importante, ma durante la corsa è utile osservare anche come anca, ginocchio e piede collaborano nel movimento.
  • Correre meno può essere utile, ma non è sempre sufficiente.
    Ridurre temporaneamente le richieste può aiutare a gestire i sintomi. Per riprendere gli allenamenti, però, è necessario recuperare gradualmente la capacità di sostenere quelle richieste.
  • Stare meglio non significa essere già pronti per il proprio sport.
    Il recupero di un runner non si misura soltanto dalla riduzione del dolore, ma dalla possibilità di tornare a gestire progressivamente le richieste della corsa e dell’allenamento.

Quando può essere utile una valutazione fisioterapica

Se il dolore sotto la rotula persiste, ricompare ogni volta che aumenti la corsa oppure ti impedisce di allenarti con continuità, può essere utile una valutazione fisioterapica.

L’obiettivo non è soltanto ridurre il sintomo, ma capire cosa lo mantiene, quali attività sono attualmente gestibili e come impostare una progressione verso gli obiettivi sportivi.

A Firenze, presso il mio studio di fisioterapia, è possibile valutare il dolore al ginocchio nel runner attraverso un percorso personalizzato che può includere valutazione del movimento, dosaggio dell’allenamento, rinforzo, analisi della corsa e riatletizzazione.

Se invece il dolore è comparso dopo una torsione, un trauma o un movimento specifico e presenta caratteristiche diverse da quelle descritte in questo articolo, può essere utile approfondire anche i segnali di una possibile lesione del menisco.

L’importante è non fermarsi a chiedersi come far passare il dolore, ma capire che cosa serve al tuo corpo per tornare a gestire l’attività che vuoi praticare.

Guido Baroni - Fisioterapista a Firenze

Chi sono

Mi chiamo Guido Baroni e sono un fisioterapista a Firenze, specializzato nella gestione del dolore acuto, cronico e post-operatorio. Da più di dieci anni affianco pazienti di ogni età e condizione, con un approccio centrato sulla persona, non solo sul sintomo.

Se hai un dolore localizzato sotto la rotula, la valutazione fisioterapica è il primo passo concreto per capire come tornare a stare bene. Ti aspetto nel mio studio a Firenze Sud in Via Lanza 56.

Prenota una valutazione per il tuo ginocchio