risonanza magnetico per lesione al menisco

Lesione del menisco dopo un trauma sportivo: quando operarsi e come cambia la riabilitazione

Qualche mese fa è entrato nel mio studio un ragazzo poco più che trentenne. Giocava a tennis ed era anche ben allenato ma durante un cambio di direzione aveva sentito uno schiocco al ginocchio.

Riusciva ancora a camminare normalmente ma aveva la sensazione che il ginocchio non fosse più libero come prima; continuando a giocare e muoversi, ogni tanto sentiva un piccolo incastro, soprattutto nei movimenti di torsione.

Questo è uno di quei casi in cui una lesione del menisco non può essere valutata soltanto sulla base del dolore o della possibilità di camminare. La dinamica del trauma, il tipo di lesione e le richieste sportive hanno avuto un ruolo decisivo sia nella scelta del trattamento sia nel modo in cui abbiamo impostato la riabilitazione.

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Lesione del menisco laterale dopo un trauma sportivo: cosa ci ha indicato la dinamica dell’infortunio

I sintomi di una lesione meniscale possono variare in base al tipo di lesione e alla situazione del ginocchio. Dolore al ginocchio, gonfiore, difficoltà nei movimenti di rotazione, sensazione di incastro o blocco e difficoltà a svolgere alcune attività possono essere elementi da valutare, soprattutto se compaiono dopo un trauma.

Nel caso di questo paziente, il punto di partenza è stato un trauma sportivo di tipo distorsivo; la dinamica dell’infortunio rappresentava già un primo elemento da considerare nella valutazione, prima ancora di arrivare al risultato della risonanza.

Il trauma era compatibile con una lesione del menisco laterale che gli accertamenti successivi hanno confermato, evidenziando una lesione del corno posteriore con distacco dalla capsula. Non si trattava quindi semplicemente di un “menisco lesionato”: sede, modalità del trauma e caratteristiche della lesione erano elementi importanti per orientare il trattamento.

Una lesione meniscale sulla risonanza non dice ancora quale sia la scelta migliore

La risonanza magnetica è uno strumento fondamentale, ma non dovrebbe essere interpretata separatamente dalla storia del paziente e dalla valutazione clinica.

Un paziente può arrivare in studio con una risonanza che può evidenziare o meno una lesione meniscale. In entrambi i casi, serve capire soprattutto:

  • come è avvenuto il trauma;
  • quali sintomi sono comparsi subito dopo;
  • se il ginocchio si è gonfiato;
  • quali movimenti provocano dolore o difficoltà;
  • se ci sono sensazioni di blocco o incastro;
  • cosa è cambiato nella vita quotidiana;
  • nel caso di uno sportivo, quali movimenti non riesce più a eseguire.

La valutazione clinica non è sostituibile ed è quella che aiuta a capire che cosa quella lesione sta comportando per quella persona evitando decisioni automatiche uguali per tutti: persone con una lesione meniscale simile possono necessitare di percorsi diversi.

Una persona giovane che subisce un trauma sportivo del menisco non si trova necessariamente nella stessa situazione di un adulto che sviluppa dolore al ginocchio progressivamente, senza un episodio traumatico preciso. 

La differenza, in pratica, sta nelle richieste che facciamo al ginocchio. Una persona che vuole semplicemente camminare, salire le scale e svolgere le normali attività quotidiane ha esigenze molto diverse da un giovane tennista che vuole tornare a correre, frenare, ruotare e cambiare direzione.

Nel secondo caso non basta chiedersi se il dolore è diminuito. Bisogna capire se il ginocchio potrà tornare a tollerare progressivamente le sollecitazioni richieste dallo sport praticato.

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Perché in questo caso è stata scelta la sutura meniscale

Nel caso del giovane sportivo nel mio studio, gli accertamenti fatti hanno evidenziato una lesione traumatica del corno posteriore del menisco laterale con distacco dalla capsula.

La scelta condivisa con l’ortopedico è stata quella di procedere con un intervento artroscopico di sutura meniscale, non solo per eliminare il dolore ma soprattutto per preservare il menisco e recuperare la funzione del ginocchio, tenendo conto della giovane età del paziente, della natura traumatica della lesione e delle richieste legate all’attività sportiva.

Questo è un punto importante: la presenza di una lesione meniscale non significa automaticamente che sia necessario operare. In questo caso, invece, le caratteristiche della lesione e gli obiettivi funzionali del paziente hanno portato, insieme all’ortopedico, verso la riparazione.

La riabilitazione dopo la sutura meniscale

Quando viene scelta una sutura, anche la riabilitazione deve tenere conto del fatto che il tessuto è stato riparato e deve avere il tempo necessario per consolidarsi.

Dopo l’intervento tutti vogliono recuperare rapidamente, tornare a camminare normalmente, riprendere gli esercizi e, nel caso di uno sportivo, tornare il prima possibile alla propria attività, ma nei primi giorni e nelle prime settimane la priorità è un’altra: proteggere la riparazione senza lasciare che il ginocchio perda completamente movimento e capacità muscolare.

Nel caso seguito in studio, per i primi 30 giorni il paziente è rimasto immobilizzato e senza carico, mentre il movimento del ginocchio veniva inizialmente mantenuto in un range compreso tra 0 e 90 gradi, in modo passivo.

Parallelamente abbiamo lavorato sul reclutamento muscolare del quadricipite.

Una ripresa dolce, graduale, con uno scopo ben preciso: fare in modo che il quadricipite non  perdesse la sua capacità di attivazione a causa del periodo di stop forzato. Recuperare il controllo muscolare è quindi fondamentale e preparatorio per le fasi di riabilitazione successive.

Dopo 30 giorni dall’intervento al menisco: dal proteggere il ginocchio al recuperare la funzione

Trascorsi i primi 30 giorni, il percorso ha poi cambiato ritmo: siamo passati a lavorare su una ripresa graduale del carico, accompagnata da un incremento progressivo della difficoltà degli esercizi che porta ad un recupero progressivo del movimento e dell’attivazione muscolare.

Successivamente il lavoro può diventare più impegnativo, ma sempre in funzione delle risposte del ginocchio (come reagisce al carico, se compare gonfiore, come viene controllato il movimento) e degli obiettivi della persona.

La progressione non è determinata soltanto dal calendario, ma dalla capacità del ginocchio di tollerare le richieste che gli vengono progressivamente restituite.

Guido Baroni, fisioterapista

Perché l’assenza di dolore non significa essere pronti a tornare allo sport

L’errore numero dopo una riabilitazione? Sentirsi meglio e tornare subito a fare sport.

La verità è che il dolore può diminuire prima che il ginocchio abbia recuperato completamente le capacità necessarie per affrontare attività sportive complesse. Per uno sportivo, infatti, tornare a fare attività non significa soltanto riuscire a camminare senza dolore.

Correre, frenare, saltare e cambiare direzione richiedono capacità diverse rispetto alla semplice camminata. Per questo, nella fase avanzata della riabilitazione, il lavoro deve progressivamente avvicinarsi alle richieste che il paziente dovrà affrontare nella propria attività.

atleta si fa male al menisco

Il ritorno allo sport non è un interruttore che si riaccende da un giorno all’altro: è l’ultima parte di un percorso iniziato già nelle prime settimane dopo l’intervento.

Fisioterapista per ginocchio Firenze

Se hai dolore al ginocchio, senti un blocco o hai ricevuto una diagnosi di lesione meniscale e vuoi capire quale percorso riabilitativo può essere più adatto alla tua situazione, nel mio studio a Firenze seguo pazienti sia nei percorsi conservativi sia nella riabilitazione dopo intervento.

Domande frequenti sul dolore al ginocchio

Una rottura meniscale deve essere sempre operata?

No. Una rottura meniscale non richiede automaticamente un intervento. In molti casi una lesione meniscale può essere gestita senza intervento chirurgico, soprattutto quando non ci sono importanti sintomi meccanici e il ginocchio mantiene una buona funzione. La scelta dipende dal tipo e dalla sede della lesione, dai sintomi, dalla funzione del ginocchio e dagli obiettivi della persona.

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