Lussazione della spalla: cosa fare dopo l’infortunio, tempi di recupero e riabilitazione
La lussazione della spalla è una problematica molto frequente (soprattutto per chi pratica sport) conseguente ad un trauma come una caduta o un movimento improvviso che porta a far uscire la spalla dal proprio assetto. In minor percentuale, la lussazione può essere dovuta a specifiche patologie degenerative.
La lussazione comporta generalmente forte dolore, una sensazione di instabilità e paura di muovere la spalla nel timore che il dolore possa acuirsi o si vada a peggiorare la situazione.
Il primissimo approccio in caso dell’evento traumatico, è quello di riportare la testa dell’omero nella sua posizione normale, poi immobilizzare l’articolazione. A seconda della gravità del caso, potrebbe sorgere anche la necessità di un intervento chirurgico per ristabilizzare l’articolazione.
In ogni caso, è importante che faccia seguito una fase di riabilitazione tramite cui rinforzare le strutture muscolari che comportano la stabilità della spalla, portando a un recupero articolare completo. Lo scopo di questo articolo è proprio quello di approfondire cosa comporta la riabilitazione della spalla con la fisioterapia e darti quindi gli strumenti giusti per capire cosa fare se ti trovi in questa situazione.
Indice dell’articolo:
- Cos’è la lussazione della spalla
- Sublussazione della spalla
- Cosa fare subito dopo una lussazione o sublussazione della spalla
- Tempi di recupero
- Perché la riabilitazione è fondamentale
- Fisioterapia per lussazione alla spalla
Cos’è la lussazione della spalla
Partiamo un po’ da lontano con una doverosa premessa: cosa si intende esattamente per lussazione della spalla?
Si definisce lussazione della spalla la situazione in cui la testa dell’omero si sposta dalla sua sede naturale, non trovandosi più a contatto con la cavità glenoidea (il punto in cui si articola con la scapola). Si distingue in lussazione anteriore o lussazione posteriore a seconda della posizione che assume la testa dell’omero: nella maggior parte dei casi l’instabilità è anteriore, ovvero l’osso del braccio (omero) si sposta davanti alla scapola.
La spalla può uscire completamente dalla sua sede (lussazione vera e propria) oppure spostarsi solo parzialmente e rientrare subito (in questo caso parliamo di sublussazione). In entrambi i casi, i tessuti che stabilizzano l’articolazione (legamenti, capsula, muscoli) subiscono un importante stress.

La lussazione è un infortunio piuttosto doloroso che non permette i normali movimenti dell’articolazione; quello della spalla è il tipo più frequente essendo la spalla l’articolazione più mobile del nostro corpo.
Sublussazione della spalla: cos’è e come riconoscerla
In caso di sublussazione, la spalla fuoriesce parzialmente e rientra subito nella sua posizione, in genere a causa di un movimento anomalo. Anche se lo spostamento è parziale, la sensazione è sempre quella di un forte dolore improvviso e non deve essere considerato un episodio di minore entità; le strutture articolari sono sottoposte ad un forte stress ed è fondamentale immobilizzare la parte e gestire gradualmente il recupero.
Cosa fare subito dopo una lussazione o sublussazione
Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi a una lussazione o a una sublussazione, l’obiettivo principale è proteggere la spalla.
Nella fase acuta si lavora per ridurre il dolore alla spalla, limitare i movimenti che potrebbero stressare ulteriormente l’articolazione e permettere ai tessuti di iniziare a guarire. Spesso viene consigliata una immobilizzazione temporanea con un tutore.
Uno degli errori più frequenti è cercare riprendere subito con le normali attività sottostimando l’accaduto. Succede soprattutto dopo una sublussazione: la spalla rientra, il dolore cala e si ha l’impressione che il problema sia risolto. In realtà, legamenti, capsula articolare e muscoli stabilizzatori possono essere stati messi duramente alla prova.
Perché la riabilitazione è fondamentale
Dopo una lussazione, la spalla conserva memoria del trauma; i muscoli che ne controllano il movimento possono diventare meno reattivi e la capsula articolare più lassa, ma anche il cervello ci mette del suo portandoti a proteggere l’articolazione limitando alcuni movimenti.
Senza una riabilitazione mirata possono quindi comparire rigidità, instabilità cronica e paura del movimento, oltre che incorrere nel rischio di nuovi episodi di lussazione o sublussazione.
La fisioterapia serve proprio a:
- recuperare la mobilità
- rinforzare in modo selettivo i muscoli stabilizzatori
- migliorare il controllo neuromotorio
- ridurre il rischio di recidive
Non si tratta solo di “rinforzare”, ma di insegnare di nuovo alla spalla come muoversi in modo sicuro.


